Intelligenza Emotiva

Intelligenza emotiva

La sensibilità empatica, dove l’abbiamo dimenticata? Sfruttiamo l’intelligenza emotiva come guida

Quello che noto è che siamo molto bravi nel risolvere i problemi pratici della vita quotidiana. Lavoriamo incessantemente per il progresso, l’innovazione tecnologica, ma quando si tratta di entrare in contatto con il nostro lato emotivo ed empatico, falliamo.
Non è facile entrare in empatia con gli altri, soprattutto quando non siamo abituati a farlo.
La psicologia ci insegna che ciò che è giusto per me non lo è necessariamente per gli altri.
Ma per applicare davvero questo concetto, dobbiamo prima smettere di giudicare gli altri in base ai nostri schemi.
Quando incontriamo una persona che soffre o che si comporta in modo diverso, invece di cercare di capire cosa c’è dietro quella sofferenza, ci limitiamo a etichettarla. Questo approccio superficiale ci fa perdere la connessione empatica che dovremmo nutrire.

L’educazione scolastica sembra avere delle lacune enormi quando si parla di apertura emotiva e comprensione verso gli altri. Si dibatte molto su quanto sia carente l’educazione sessuale nelle scuole, ma quella psicologica legata all’intelligenza emotiva passa quasi inosservata. Sebbene non sottovaluti l’importanza della sessualità, credo che questa non occupi nemmeno lontanamente la maggior parte del nostro tempo. Le relazioni quotidiane con persone, ambienti, oggetti e animali sono ben più frequenti, e sarebbe davvero utile se dedicassimo più attenzione all’insegnamento delle basi psicologiche fondamentali. In questo modo, saremmo più consapevoli dei nostri limiti, meno influenzati dal giudizio sociale e più pronti ad accogliere la differenza.

Il contrasto tra malattia fisica ed emotiva

Un episodio che mi ha fatto riflettere a lungo è avvenuto una domenica mattina mentre ero dal mio barbiere . Due uomini parlavano con grande preoccupazione di una persona che forse aveva un tumore, facendo riferimento alla “brutta malattia”, quasi come se fosse un tabù parlarne apertamente. Quando, però, uno di loro ha visto passare una ragazza che conoscevano, la conversazione ha preso una piega completamente diversa. “Quella è la figlia di Carlo, sempre agitata e con ansia cronica… le passerebbe se si ubriacasse un po’ di più,” ha detto uno. L’altro ha aggiunto: “Si vede che è un’isterica, dovrebbe calmarsi.” Quella mattina sono uscito dal parrucchiere davvero amareggiato. Il contrasto tra l’atteggiamento compassionevole nei confronti della malattia fisica e l’assoluta superficialità verso la sofferenza emotiva mi ha colpito profondamente.

La soggettività delle esperienze

Un esempio semplice, ma molto significativo, è quello di un ragazzo che mangia una caramella alla menta e, la sera stessa, sta molto male di stomaco.
A questo punto, il ragazzo può reagire in due modi: da un lato, potrebbe considerare che il malessere non dipenda necessariamente dalla caramella e decidere di mangiarne un’altra con cautela; dall’altro, potrebbe attribuire alla caramella alla menta la causa esclusiva del suo disagio e decidere di evitare del tutto quelle caramelle, senza avere però certezze concrete

Questa è la differenza tra chi riesce ad affrontare una difficoltà, prendendo in considerazione le variabili e cercando di non cadere in una generalizzazione, e chi invece sceglie la strada del evitamento e del pregiudizio. È incredibile come, a volte, la paura di una sola esperienza possa condizionare tutta la nostra vita, portandoci a evitare qualcosa di completamente innocuo, come una semplice caramella. Questo esempio ci aiuta a capire come le esperienze siano estremamente soggettive e, di conseguenza, come sia facile cadere nei pregiudizi verso gli altri.

Nel mio lungo percorso di psicoterapia, ho imparato a comprendere meglio il funzionamento del nostro cervello e la nostra mente. Ma queste informazioni non ci vengono insegnate a scuola e raramente sono divulgate a livello sociale. Il nostro cervello è parte integrante del nostro corpo e, proprio come per il cuore o gli organi vitali, dovrebbe ricevere la stessa attenzione. Purtroppo, spesso ci accorgiamo della sua importanza solo quando siamo arrivati al limite, quando ormai il nostro equilibrio emotivo è compromesso.

La sofferenza emotiva non è meno importante

Quella mattina dal barbiere, nessuno si è fermato a considerare ciò che c’era davvero dietro il comportamento della ragazza che avevano definito semplicisticamente come ‘isterica’ .
Forse stava affrontando una difficoltà personale, o aveva vissuto una perdita, o magari stava lottando contro un disturbo emotivo che non riusciva a controllare. È troppo facile etichettare e giudicare senza conoscere veramente le ragioni di un comportamento. La superficialità con cui trattiamo la sofferenza emotiva è una delle piaghe della nostra società, e solo quando impariamo a metterci nei panni degli altri possiamo davvero iniziare a comprendere e a cambiare il nostro modo di reagire.

Siamo ormai troppo abituati a risolvere tutto con la razionalità, con la logica e la praticità. Ma quando si tratta di emozioni, di esperienze soggettive e interiori, ci blocchiamo. Non riconoscere la sofferenza emotiva degli altri è una perdita per tutti noi.
È un fallimento della nostra evoluzione come esseri umani.

Fonti:
”Curare la mente, guarire il dolore” Jhon Sarno
https://www.amazon.it/Guarire-liberarsi-amozioni-represse-malattia/dp/8862296096/ref=sr_1_2?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2C834QBEZMC9U&dib=eyJ2IjoiMSJ9.5Ly2a51ZiltNxy9xLGvano6LXxARHZyrxOuQB6HnkJbGjHj071QN20LucGBJIEps.iEb3mkK8O63LO3tLxGdTb2DJwW5q5q2W7NgTA3AfPN4&dib_tag=se&keywords=curare+la+mente+guarire+il+corpo&qid=1750605681&s=books&sprefix=curare+la+mente+guarire+il+corpo+%2Cstripbooks%2C117&sr=1-2

”Intelligenza emotiva” Daniel Goleman https://www.amazon.it/Intelligenza-emotiva-Daniel-Goleman/dp/8817050164

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