Un’amica che va e viene senza bussare
Mantenere la propria motivazione è diventato quasi uno sport.
Perché dovrei averla se non ho una meta? E perché dovrei mantenerla nel tempo se, anche sforzandomi, non raggiungo il risultato sperato?
Non esiste una verità assoluta. La motivazione è qualcosa di profondamente personale, perché dipende da chi siamo. E riassumere davvero “chi siamo” è tutt’altro che semplice.
La singolarità di ogni persona viene spesso sottovalutata. In passato ero il primo a categorizzare gli altri in poche tipologie, ignorando quanto ogni vita sia strutturata in modo diverso. Ed è proprio da questa complessità che nasce la motivazione. Dipende da molti fattori: il contesto, la cultura, le energie mentali e fisiche, la situazione economica, le relazioni, il tempo e le emozioni.
Spesso però semplifichiamo tutto, senza considerare che ogni elemento apre a sua volta molte altre variabili.
In un mondo che stressa, consuma energia e spinge continuamente alla competizione, finiamo per sentirci sempre sotto giudizio. In queste condizioni, perdere motivazione diventa quasi inevitabile.
E infatti la perdiamo.
Ma la motivazione arriva da sola? No. Si basa su molti fattori, ma uno più degli altri: il benessere. Quando il benessere manca, la motivazione si indebolisce. Possiamo distinguere due forme principali di benessere: fisico e mentale. Da qui derivano quattro elementi fondamentali che influenzano le nostre azioni: energia, sicurezza, positività e tempo.
L’energia è la base. Oscilla continuamente e influenza ogni cosa: quando è alta, può compensare altre mancanze.
La sicurezza è spesso il punto più fragile. La mente crea dubbi continui — “è la scelta giusta?”, “ne vale la pena?”, “e se fallissi?” — che portano facilmente alla procrastinazione.
La positività dipende da come ci sentiamo. Tendiamo a dare più peso agli aspetti negativi, perché lasciano segni più profondi e duraturi.
Il tempo, infine, è ciò che manca di più. Il sistema in cui viviamo assorbe gran parte delle nostre energie e rende difficile dedicarne ad altro. Il lavoro viene spesso presentato come una soluzione, ma nella pratica richiede uno scambio costante: il nostro tempo e le nostre energie.
E quando questi elementi vengono meno, la motivazione non può reggere. Alla fine, la motivazione non è qualcosa che si trova. È qualcosa che emerge quando le condizioni lo permettono. E queste condizioni, nella maggior parte dei casi, si riducono a quattro elementi: energia, sicurezza, positività e tempo. Sono fattori semplici solo in apparenza. In realtà, ognuno di questi nasconde dinamiche molto più profonde, che influenzano il nostro comportamento quotidiano molto più di quanto pensiamo. Capirli davvero richiede di guardarli uno alla volta.
Dopo tutto, tu caro lettore, ricordati che non sei il solo a sentirti così. Siamo un po’ tutti sulla stessa barca.
Ed è proprio da qui che vale la pena iniziare a remare tutti uniti verso un unico obiettivo.
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