4 azioni contro la depressione oggi

Depressione: 4 azioni pratiche da fare oggi per sentirti meglio

Soffro di depressione da 11 anni e non ho mai trovato consigli davvero pratici e gratuiti da applicare nella vita di tutti i giorni.
Quando parlo di “consigli gratuiti” mi riferisco al fatto che, se non si va in terapia e non si paga un professionista con cui parlare, internet risulta spesso molto filosofico e poco concreto.
Le mie ricerche su Google mi hanno quasi sempre portato su pagine dispersive e tediose, scritte da aspiranti psicologi o da professionisti già affermati che, per aumentare il proprio valore di mercato, si limitano a condividere la definizione del disturbo.

Per quanto possa essere interessante leggere i copia-incolla del DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), raramente vengono forniti suggerimenti subito applicabili nella vita quotidiana.
È più facile imbattersi in articoli dedicati a tranquillizzare e istruire i familiari, piuttosto che in indicazioni di “pronto soccorso” per chi soffre in prima persona.
E spesso questi testi si concludono con la classica frase ad effetto:

“La depressione è un disturbo da non sottovalutare ed è per questo che serve un approccio personalizzato e professionale. Per maggiori informazioni e per prendere appuntamento con uno dei nostri specialisti, visitate la pagina contatti o chiamate il numero verde.”

Scusate il francesismo, ma… GRAZIE AL CAZZO.

Quello che mi irrita davvero è che si tenda sempre a trasformare la sofferenza in un lusso.
Viviamo in un Paese invidiato per il Servizio Sanitario Nazionale, ma la verità è che spesso funziona male: è gestito da chi, più che alla salute delle persone, pensa a far girare l’economia (e non sempre in modo trasparente).
Gli psicoterapeuti non sono panettieri: sono medici e, forse, tra i più importanti. Proprio per questo la cura della salute mentale dovrebbe essere accessibile a tutti, gratuitamente.

Internet dà l’illusione che alcune informazioni siano gratuite, ma ho imparato che empatia e compassione non lo sono quasi mai.

Prima di scrivere i 4 consigli che reputo fondamentali, sento il dovere di ribadire un concetto:
SE NON DECIDETE DI METTERCI LA VOSTRA VOLONTÀ, NESSUNO LO FARÀ AL POSTO VOSTRO.
Qualsiasi parola, azione o pensiero di un’altra persona non sarà mai abbastanza per far cessare la vostra sofferenza.

1) Lavatevi e prendetevi cura di voi stessi

Non capita a tutti, ma spesso la depressione riduce l’attenzione alla cura del corpo.
Questo accade perché ci si isola e si perde il senso dello “scopo”: “Perché dovrei sforzarmi di essere la versione migliore di me stesso se non c’è nessuno per cui valga la pena?”.

Il problema è che questo atteggiamento alimenta l’idea di non valere nulla, nemmeno agli occhi della persona più importante: voi stessi.
Non serve strafare: basta rispettare i propri limiti. Lavarsi, riordinare la casa, concedersi un bagno caldo, comprare un capo nuovo, tagliarsi i capelli. Sono piccoli gesti, a basso dispendio di energia, ma capaci di rilasciare endorfine e instaurare una routine rassicurante.

2) Fate una lista scritta delle cose da fare

La depressione può appiattire corpo e mente, rendendo difficile ricordare anche le azioni più banali. Questo porta a fare le cose in modo disordinato, senza un obiettivo chiaro.

Scrivere una lista — anche di compiti semplici — aiuta a mantenere l’attenzione e a porsi piccoli traguardi.
Il senso di completamento (“nonostante tutto, ce l’ho fatta”) diventa un rinforzo per l’autostima e un passo verso obiettivi più grandi.

3) Uscite

Qualunque sia il tipo di depressione, l’isolamento sociale è quasi sempre presente. Uscire di casa — anche solo per una passeggiata — espone alla luce solare, che regola il ritmo circadiano e stimola la produzione di ormoni benefici per l’umore.

Camminare attiva la circolazione e favorisce l’ossigenazione degli organi.
Non serve avere una meta o una compagnia: il punto è costruire una rete di sicurezza fatta di piccoli traguardi. Anche uscire e tornare soli può rafforzare la percezione di essere più forti di quanto si crede.

illustrazione camminata in un bosco

4) Limitate le lamentele

Capisco bene quanto possa essere difficile. Ma il lamento cronico aumenta il cortisolo (l’ormone dello stress), che può danneggiare l’ippocampo, influendo negativamente su memoria e immaginazione.

Concentrarsi solo sul problema impedisce di focalizzarsi sulle soluzioni e può allontanare le persone, riducendo il supporto sociale.
Accorgersi quando ci si sta lamentando e provare a spostare l’attenzione su azioni concrete è un passo piccolo ma decisivo.

Conclusione

Non esistono scorciatoie, ma esistono azioni semplici e ripetibili che creano basi solide per risalire. Non aspettate la giornata perfetta: iniziate dal prossimo piccolo passo.

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